Le deformita’ e le imperfezioni del piede sono cosi’ numerose che rendono la progettazione e la realizzazione di questo presidio ortopedico uno tra i piu’ complessi da realizzare.
La calzatura e’ un rivestimento atto a rivestire e proteggere il piede ed a sostenerlo durante la deambulazione, e’ costituita da due parti fondamentali:

  • tomaia (O PARTE SUPERIORE)
  • fondo (O PARTE INFERIORE).

La calzatura puo’ essere alta o bassa, maschile o femminile.
La calzatura alta riveste e protegge il piede sin sopra l’articolazione tibio- tarsica (t.t.); quella bassa avvolge il piede appena sotto i malleoli.

La calzatura femminile e’ caratterizzata dal tacco, la cui dimensione e’ solitamente piu’ alta di quella maschile.

Esiste una gamma pressoche’ illimitata di modelli diversi di calzature, che si differenziano per il materiale di costruzione, per l’aspetto estetico e per lo scopo al quale sono destinate

LE CALZATURE ORTOPEDICHE

    • CONSENTONO una normale deambulazione anche quando la deformità è diventata irriducibile. In questi casi la calzatura richiede accorgimenti tendenti a prevenire peggioramenti di tali deformità.
    • COMPENSANO l’accorciamento reale o apparente di un arto.
    • SOSTITUISCONO la parte mancante di un piede, sostengono il carico e permettono la deambulazione.
    • CORREGGONO una malformazione a mezzo di accorgimenti speciali costituiti a immagine della parte mancante.
    • SOPPERISCONO alle deficienze funzionali del piede o della gamba causate da una paralisi o da una paresi della muscolatura.

Possiamo suddividere le calzature ortopediche in due grandi categorie:

  • calzature ortopediche correttive (deformità correggibili)
  • calzature ortopediche compensatrici (deformità non correggibili)

Le calzature ortopediche correttive sono riconducibili a deformita’ correggibili dove cioe’ e’ possibile il recupero funzionale di un arto.
Le calzature ortopediche compensative riguardano deformita’ irriducibili, accorciamenti, deviazioni assiali o mutilazioni.

Nella costruzione della calzatura ortopedica, si ricorre a particolari accorgimenti, i quali variano da caso a caso. Esistono comunque, alcuni apparecchi detti elementi correttivi che soddisfano diversi casi di correzione.

I PRINCIPALI ELEMENTI CORRETTIVI

  • Il piano inclinato

    E’ un piano di sughero o altro materiale, obliquo lateralmente o medialmente ed esteso longitudinalmente su tutto il fondo, all’interno della calzatura.
    Il grado e le caratteristiche dell’inclinazione variano da caso a caso e possono interessare tutto il piede o parte di esso, assumendo a volte anche la forma ad elica.

  • La speronatura

    E’ un piano inclinato eseguito all’ESTERNO della calzatura.
    Correntemente si intende per speronatura anche un aumento di spessore laterale o mediale, totale o parziale, della base di appoggio del fondo o del tacco, definito anche con il termina “a larga base”.

  • Il forte

    Nella calzatura normale avvolge posteriormente il calcagno, mentre in quella ortopedica può assumere altezza forma e consistenza diverse.
    Il forte rigido abbraccia il calcagno e si estende in alto per un raggio uguale alla distanza che intercorre fra il malleolo e l’inizio del primo metatarso;
    Anteriormente deve arrivare sino all’allacciatura della scarpa. Un’altezza del forte inferiore a questa incide negativamente sulla funzione immobilizzante.

    La funzione del forte rigido è quella di tenere in asse l’articolazione tibio-tarsica nell’atteggiamento correttivo dato dal plantare.
    Si applica quando il plantare da solo non è sufficiente.

    Una calzatura e’ detta ortopedica quando:

    • Corregge
    • Compensa
    • Fissa

    Un atteggiamento deforme del piede prevenendone un’accentuazione.
    Spesso, inoltre, quando la calzatura ortopedica non ha lo scopo di prevenire un atteggiamento del piede, SERVE A COMPLETARE I RISULTATI OTTENUTI DAL CHIRURGO CHE E’ INTERVENUTO SULLO SCHELETRO.

    La calzatura ortopedica ha pertanto diverse indicazioni secondo le caratteristiche delle deformità e del compito a cui essa deve assolvere, indicazioni che cosi’ si possono sintetizzare:
    Correggere la deviazione di un piede, avente una deformità reversibile, cioè riconducibile alle linee normali. In tale caso la calzatura deve mantenere un equilibrio statico degli arti inferiori o correggere la postura delle ginocchia.

    Il forte semirigido si differenzia da quello rigido non per l’estensione o la consistenza del tutto uguale, ma per la presenza di una fenditura posteriore, lungo il decorso del tendine di achille per una larghezza di un centimetro circa, dal bordo superiore del gambale fino alla tuberosità del calcagno.

    Il forte basso ha la funzione di mantenere in asse il calcagno e contenere lo scafoide e il cuboide.
    Viene definito basso perché la sua altezza è sempre inferiore di almeno un centimetro rispetto i malleoli.
    Il forte basso avvolge il calcagno e quando si prolunga fino alla base dei metatarsi (1°-5°) viene definito forte basso prolungato.

  • Il contrafforte

    E’ un particolare rinforzo ottenuto applicando un doppio o triplo spessore di cuoio sul lato piu’ sollecitato del forte, cioè quello su cui cade l’asse di carico della gamba.
    Normalmente il contrafforte si prolunga anteriormente fino alla base delle teste metatarsali.

  • Il rialzo

    Viene confezionato in sughero o in materiale plastico espanso, tende a compensare l’accorciamento reale o apparente di un arto, l’equinismo o il talismo di un piede.
    Può essere esteso a tutta la superficie di appoggio, all’interno o all’esterno del fondo oppure digradare da un’altezza massima al retropiede ad una minima all’avampiede o viceversa.

  • I Plantari

    Sono costituiti in diverso materiale, sughero o cuoio, acciaio inossidabile, in resine sintetiche, in alluminio, materiali plastici indeformabili o morbidi.

    Il plantare può essere applicato anche a scarpe normali
    .

    Esso consiste in una volta modellata, che ha il compito di sostenere e correggere la volta plantare: allorchè l’equilibrio osteo-muscolare-legamentoso venga interrotto, ristabilendo le linee scheletriche fisiologiche.

    Il plantare viene di solito eseguito seguento le normali linee anatomiche ed il profilo del piede in cura, ma quando è necessaria una forte correzione della volta longitudinale, si ricorre alla costruzione di un plantare avvolgente.
    Questo elemento è costruito con bordo laterale sollevato abbracciante le parti molli del piede e in particolare il tubercolo del quinto metatarso e la parte esterna del calcagno.

    Esistono diversi tipi di plantari:

    • • Plantare con sostegno della volta longitudinale
    • Plantare con piano inclinato mediale
    • Plantare ad elica
    • Plantare con piano inclinato laterale
    • Plantare avvolgente per piede piatto valgo pronato
    • Plantare di scarico

    Tutte le correzioni che si realizzano mediante plantare servono per la regolazione dell’assetto del piede quando si deve agire sulle ginocchia è necessario applicare anche dispositivi di correzione all’esterno della scarpa (talvolta) come ad esempio la speronatura, i tacchi prolungati ecc….

    Le calzatura per presidiare le amputazioni
    Per soddisfare questa esigenza, vengono prodotte una serie di plantari con riempitivo in sughero o altro materiale a seconda del tipo di amputazione:
    – Metatarso-falangea
    – Medio-metatarsica
    – Tarso-metatarsica (secondo Linsfranc)
    – Medio-tarsica(secondo Chopart)
    – Tibio-tarsica

    Calzatura di rivestimento per tutore e protesi
    Sono calzature che svolgono prevalentemente una funzione estetica di rivestimento del tutore sottostante, oppure ne integrano la funzionalità assicurando una corretta base di appoggio per il piede.
    Possono essere realizzate nei tipi alto o basso, a seconda dei casi e sono costruite su modello rilevato direttamente sul paziente.